Info Nasino
Lunedì, 17 Agosto 2009
Nasino (Naxin in ligure) è un comune italiano di 230 abitanti della provincia di Savona in Liguria.
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Geografia fisica [modifica]
Il territorio comunale, al centro della Valle Pennavaire, confina con le province di Imperia e Cuneo. La cima più alta è il Monte Galero, che supera i 1700 metri s.l.m. e si affaccia sul mare, per il versante ligure, mentre sul versante piemontese sovrasta Garessio.
Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Ingauna fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008[1] il territorio nasinese è stato confluito nella nuova Comunità Montana Savona 2 a seguito del riordino delle comunità montane. Dista dal capoluogo circa 62 km.
Nel territorio sono presenti laghetti e pareti di roccia per scalatori.
- Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.
- Classificazione climatica: E (i Gradi giorno della città sono 2108, e il limite massimo consentito per l’accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere, dal 15 ottobre al 15 aprile).[2]
Storia [modifica]
La frazione più antica è Vignolo, già presente quando gli antichi romani percorsero ed edificarono nella valle, il cui nome era Naticinum. In precedenza la gente abitava in un luogo vicino adesso noto come cà rute (case rotte) dalle quali fu sfrattata da un’invasione di formiche. In precedenza gli umani occupavano le grotte lungo il Pennavaire dove la dottoressa Anfossi ha trovato e catalogato reperti risalenti fino a 9000 anni fa, esposti nel museo antropologico di Albenga. Una mostra fotografica permanente documenta i ritrovamenti, si può visitare nel Comune di Caprauna (CN) nell’alta Valle Pennavaire, considerata la culla dei Liguri.
Nel X secolo venne compresa nella Marca Aleramica, fino al passaggio nel XII secolo alla famiglia Del Carretto, già signori di Balestrino. Nel 1202 gli stessi nobili feudatari siglarono una convenzione con la Repubblica di Genova per scambi commerciali nella valle.
Nel 1735 fu annessa sulla carta al Regno di Sardegna, ma effettivamente consegnato alla sovranità del re solamente dopo l’editto datato 3 ottobre 1752 del marchese Ottaviano Tommaso Costa Del Carretto. Quest’ultimo rimarrà alla guida del feudo fino all’invasione dell’esercito napoleonico nel 1797.
Alla fine del 1800/ inizio 1900 molti nasinesi abbandonarono il paese e partirono, prevalentemente verso le Americhe, in cerca di fortuna. Pochi hanno fatto ritorno. Dopo la Seconda guerra mondiale l’emigrazione è avvenuta verso le città del vicino Piemonte e della Lombardia.

